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sicurezzalaboratorio.it
Indispensabile complemento per utilizzare in sicurezza i DPC in laboratorio, i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) rappresentano l'ultima barriera a difesa dell'operatore esposto al rischio chimico o biologico, per proteggerlo dai rischi residuali. A differenza di altre attività industriali, l'operatore è inevitabilmente esposto a contaminazione per contatto durante le attività svolte all'interno della cappa chimica o biologica.
Il laboratorio scientifico è un ambiente di lavoro ad alto rischio e le misure di protezione collettiva da sole non possono prevenire e proteggere i lavoratori contro tutti i numerosi pericoli fisici, chimici e biologici presenti. Il rischio residuo deve essere contrastato con l’adozione di dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati al contesto in cui si opera.
Le molteplici attività svolte nei laboratori comportano l’esposizione a pericoli di diverso genere: dalla fiamma di un Bunsen al freddo estremo dell’Azoto o dell’Elio liquido, dall’aggressività di acidi e basi agli aerosol di agenti patogeni o di sostanze cancerogene o mutagene, dalle radiazioni eccitanti a quelle ionizzanti.
Le cappe proteggono dal rischio di inalazione di vapori e aerosol, mentre il contatto diretto e gli altri rischi connessi alla manipolazione dovranno essere prevenuti con specifici DPI. La scelta dell’abbigliamento e dei dispositivi di protezione individuale più indicati per il tipo di attività prevista deve scaturire da un’accurata analisi e valutazione dei rischi presenti in laboratorio.
- I Dispositivi di protezione individuale e la legge
- Protezione del corpo (rischio chimico - rischio biologico)
- Protezione delle mani (rischi chimici e biologici - rischi fisici)
- Protezione degli occhi e del volto
- Protezione delle vie respiratorie



La protezione personale: i DPI






