A cura di T.Chiara e M.Garavani (Area Ambiente e Sicurezza, Univ. Pavia)
L'igiene in laboratorio passa attraverso la formazione del personale e l'organizzazione del servizio di pulizia e di decontaminazione ambientale.
Ancora oggi la prima raccomandazione è di lavarsi le mani bene e frequentemente. Ma non basta.
La contaminazione chimica o biologica dell'ambiente di lavoro può provocare danni non solo al personale ma anche ai prodotti manipolati, come nel caso di colture cellulari.
La pulizia dei piani di lavoro, dei DPC, degli strumenti e dei pavimenti è un'operazione facile da progettare e tutt'altro che semplice da attuare con regolarità.
Introduciamo in questa sezione informazioni sulle problematiche relative all'housekeeping in laboratorio e alle procedure di decontaminazione e di sterilizzazione dei locali con sostanze e metodi tradizionali e con sistemi innovativi.
- Igiene personale
- Pulizia di oggetti e superfici
- Decontaminazione e sterilizzazione
- Monitoraggio della contaminazione
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I luoghi di lavoro, gli impianti, le apparecchiature e i dispositivi di sicurezza personali e collettivi, devono essere sottoposti a regolare pulitura e, se ricorre il caso, a disinfezione onde assicurare le necessarie condizioni igieniche. Le misure da adottare vanno adeguate alle singole realtà lavorative e attentamente pianificate. Inoltre, periodicamente dovrà essere verificata l’attività svolta dalle ditte appaltatrici dei lavori di pulizia e disinfezione.
Al fine di individuare le procedure più indicate è opportuno seguire i criteri seguenti e individuare:
- zone e attrezzature con caratteristiche di rischio simili:
- Rischio Basso (uffici, spazi studio)
- Rischio Medio (laboratori BSL2)
- Rischio Alto (laboratori BSL3 e BSL4 );
- grado di pulizia e sterilità necessaria nelle singole zone o ambienti;
- la frequenza delle pulizie (giornaliera, più volte al giorno, mensile, ecc.);
- prodotti, materiali e attrezzature da utilizzare per pulire e disinfettare;
- tipo di agente eziologico coinvolto;
- caratteristiche tecniche strutturali dei locali interessati e caratteristiche degli apparecchi e dei materiali presenti nell’area
- personale da impiegare.
Il personale da impiegare dovrà essere accuratamente formato, informato ed addestrato a eseguire le procedure, a rispettare una corretta successione di azioni per raggiungere gli standard adeguati e deve essere equipaggiato in modo idoneo.
- Utilizzare garze e panni o telini monouso umidificati.
- Contrassegnare con fascette colorate il materiale usato per le pulizie per evitare scambio tra le diverse zone.
- Conservare il materiale in ambienti puliti, asciutti ed arieggiati.
- Il materiale impiegato per le pulizie e riutilizzabile deve essere accuratamente lavato, disinfettato ed eventualmente sterilizzato per ridurre al minimo la moltiplicazione batterica.
- Porre particolare attenzione alle pulizie effettuate “a umido”; se non eseguite correttamente possono comportare un elevato rischio di diffusione microbica indesiderata. Infatti, un panno lasciato sporco dopo l’uso può una volta riusato può distribuire molti più germi di quelli che ha raccolto poichè umidità e temperatura ambiente creano una situazione ottimale per una rapida crescita batterica.
- Curare il ricambio della soluzione e dei panni utilizzati.
- Non utilizzare spugne perché in poco tempo possono accumulare una forte carica batterica.
PULIZIA IN CASO DI VERSAMENTO ACCIDENTALE
In caso di un evento accidentale che comporta lo spandimento di materiale o liquido biologico deve essere prevista una procedura d’emergenza al fine di evitare il contato con gli operatori.
- Occorre avvisare il personale che si trova nelle vicinanze e limitare il transito
- Utilizzare un disinfettante appropriato
- Spruzzare e lasciar agire per almeno 10 minuti
- Rimuovere il materiale con telini monouso indossando idonei dispositivi di protezione individuale (guanti) aiutandosi con pinze e paletta
- Eliminate i telini utilizzati nel contenitore per rifiuti infetti
- Rimuovere i DPI e smaltirli insieme al materiale che non può essere efficacemente pulito e sterilizzato nel contenitore dei rifiuti infetti.
LAVAGGIO DELLE MANI
Le mani sono il mezzo con cui l’uomo entra in contatto con il proprio corpo, con quello degli altri, e con il mondo che lo circonda; possono diventare fonte di infezione e sono ritenute il veicolo principale di trasmissione delle infezioni ospedaliere. E’ un’importante, semplice ed efficace procedura igienica per prevenire la trasmissione indiretta di agenti biologici.
Per evitare il trasporto di microrganismi nell’ambiente sulle superfici ed attrezzature il lavaggio routinario delle mani deve essere effettuato nei seguenti casi:
- dopo aver starnutito o tossito o pulito il naso;
- dopo aver usato i servizi igienici;
- prima di toccare occhi, naso, prima di portare qualcosa alla bocca, toccare oggetti personali;
- prima di ingerire cibi e bevande e prima di fumare;
- prima di indossare e dopo averli tolti i guanti;
- prima di applicare cosmetici o lenti a contatto;
- tra un paziente e l’altro, prima di procedure invasive, prima del contatto con pazienti particolarmente suscettibili a rischio di infezione;
- sempre e immediatamente in caso di contatto accidentale con liquidi biologici, in caso di rottura dei guanti;
- alla fine della giornata di lavoro prima di lasciare laboratorio o il reparto.
L’uso dei guanti non sostituisce il lavaggio delle mani
Nel caso non siano immediatamente disponibili acqua corrente e sapone ed in caso di necessità è possibile utilizzare salviettine imbevute di disinfettante, ricorrendo al lavaggio delle mani con acqua e sapone prima possibile.
La procedura di lavaggio delle mani perchè sia efficace deve essere condotta utilizzando attrezzature e materiali appropriati e rispettando i tempi indicati.
In caso di lavaggio sociale (routinario) delle mani è sufficiente usare un sapone semplice (non antimicrobico), per circostanze specifiche come il controllo di infezioni altamente endemiche o necessita di una disinfezione speciale è opportuno usare un agente antimicrobico e antisettico in soluzione non acquosa (lavaggio antisettico)
Attrezzatura
E’ preferibile che il lavandino sia dotato di rubinetto azionato da un pedale o ad azionamento a gomito o mediante fotocellula.
Deve essere dotato di mezzi detersivi (sapone liquido), mezzi per asciugarsi (carta a perdere in rotolo o salviette singole) e liquido disinfettante quale ad es. clorexidina (Hibiscrub), povidone iodio (Betadine) o altro.
Deve essere evitato l’utilizzo di saponi in pezzi e l’uso di asciugamani in tessuto o comunque di uso promiscuo.
Tecniche di igiene delle mani
Esistono tre tecniche principali: per il lavaggio delle mani in laboratorio sono indicati il lavaggio sociale e il lavaggio antisettico. Per completezza si riporta anche la procedura di lavaggio e disinfezione chirurgica delle mani.
1) Lavaggio sociale
• Togliere bracciali, anelli, orologio prima di iniziare a lavarsi. Durante il lavoro è preferibilmente non portare anelli, braccialetti ed orologio.
• Utilizzare saponi neutri per non provocare una eccessiva distruzione dello strato lipidico cutaneo.
• Bagnarsi le mani con l’acqua ed applicare la quantità di prodotto detergente raccomandata dal fabbricante (solitamente compresa tra 3 e 5 ml).
• Insaponare la mani accuratamente (dita, palme, dorso, polsi, la zona sotto le unghie) per almeno 10 secondi e strofinare le mani l’una contro l’altra per almeno 30 secondi.
• Sciacquare bene con acqua corrente tiepida in modo completo. Da una parte l’effetto meccanico dell’acqua aiuta ad eliminare i microrganismi e dall’altro perchè i residui di sapone possono a lungo termine danneggiare la pelle delle mani.
• Asciugarsi accuratamente le mai con salviette monouso.
• Utilizzando l’ultima salvietta monouso chiudere i rubinetti se non sono presenti i dispositivi automatici di azionamento (pedale, gomito, fotocellula).
2) Lavaggio antisettico
Solo in casi particolari, dopo imbrattamento con liquidi biologici, in caso di rottura dei guanti, in caso di contaminazione microbica importante.
• Togliere bracciali, anelli, orologio prima di iniziare a lavarsi.
• Bagnarsi le mani con l’acqua corrente
• Utilizzare sapone antisettico in soluzione saponosa.
• Strofinare accuratamente le mani l’una contro l’altra con particolare attenzione alla pulizia degli spazi interdigitali e sotto ungueali, pulire bene anche il dorso della mano e del pollice per almeno 30 secondi
• Sciacquare bene con acqua corrente tiepida in modo completo.
• Asciugarsi accuratamente le mani con la carta a perdere.
• Chiudere i rubinetti utilizzando la carta a perdere se non sono presenti i dispositivi automatici di azionamento (pedale, gomito o fotocellula).
3) Lavaggio e disinfezione chirurgica delle mani
1. Togliere bracciali, anelli, orologio prima di iniziare la pulizia chirurgica.
2. Bagnarsi uniformemente le mani e gli avambracci; il lavello deve essere dotato di erogatore a fotocellula, o a pedale, o a gomito.
3. Togliere la sporcizia sotto le unghie usando un pulisci unghie sotto il getto di acqua corrente
4. Versare sulle mani il prodotto antisettico facendo pressione con i gomito sull’erogatore, usare un sapone antimicrobico o una soluzione alcolica ad attività persistente
5. Strofinare accuratamente le mani egli avambracci per il tempo consigliato dal fabbricante di regola dai 2 ai 6 minuti
6. Sciacquare bene con acqua corrente tiepida prima le mani e poi gli avambracci avendo cura di tenere le mani al disopra del livello dei gomiti per evitare che l’acqua scenda dai gomiti alle mani inficiando la procedura.
7. Spazzolare le unghie con lo spazzolino sterile preferibilmente monouso o con spugne usa e getta imbevute di soluzione antisettica; scartare lo spazzolino o la spugna nell’apposito contenitore
8. Risciacquare mani ed avambracci come indicato al punto 6.
9. Ripetere i punti 4. e 5. ponendo particolare attenzione a dita e spazi interdigitali continuare con gli avambracci con movimento circolare
10. Asciugarsi accuratamente le mani egli avambracci con un telo sterile , iniziando per ogni singolo dito, quindi la mano e, da ultimo, l’avambraccio sino alla piega del braccio con movimento circolare.
Altri aspetti dell’igiene delle mani
- Se possibile utilizzare un sapone delicato, neutro, evitare saponi abrasivi.
- Assicurare il tempo di applicazione/strofinamento indicato dal produttore (t > 30 sec) del sapone. La durata del lavaggio costituisce un fattore importante, non solo per l’azione meccanica ma anche per ottenere un tempo di contatto sufficiente perché il disinfettante possa agire.
- Tenere le unghie delle mani corte e ben curate
- Evitare di mettere lo smalto, lo smalto delle unghie se incrinato può favorire la colonizzazione da parte di microrganismi
- Non indossare unghie finte.
- Il dispenser del sapone liquido o del sapone antisettico, vuoto, se non è monouso deve essere lavato, asciugato e riempito con del prodotto nuovo. Rabboccare un contenitore parzialmente vuoto può favorire la contaminazione batterica del sapone
- Educare colleghi, studenti e parenti al lavaggio delle mani.
L'uso di saponi ed in particolare di antisettici può provocare dermatiti. Per prevenire problemi irritativi, secchezza, screpolature è consigliabile:
• Non superare le quantità indicate di saponi e antisettici.
• Aver cura di sciacquare completamente le mani dopo il sapone e/o l’antisettico.
• Alternare gli antisettici disponibili.
• A fine giornata lavorativa usare creme protettive (emollienti).
(estratto dal Quaderno di Biosicurezza "Procedure per l'igiene degli operatori e per la pulizia dei laboratori" a cura della dott.ssa T. Chiara e della dott.ssa M. Garavani, Area Ambiente e Sicurezza, Università degli Studi di Pavia)



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